Periodico mensile dei Padri Cappuccini e del Terz’Ordine Francescano della Provincia di Sardegna
 
 
Voce Serafica, Luglio 2015
Lettere Ricordo di Francesco Piga

 

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Francesco Piga
Francesco
Piga

Il giorno 12 Maggio 2015, il Signore ha chiamato a sé Francesco Piga, Terziario Francescano.

Nato a Cagliari il 14 Settembre 1931, e educato sin da piccolo ai valori della vita cristiana, sin da ragazzo ha frequentato il convento di S. Ignazio da Laconi di cui era devoto, e ha sempre coltivato l’amicizia e il legame con i frati.

Attratto e affascinato dall’esperienza francescana, già nel 1947, a soli 16 anni, chiede di entrare a far parte della fraternità del Terz’Ordine francescano e così, dopo il tempo del Postulato e Noviziato, l’8 Dicembre 1949 emise la sua professione di vita francescana, che segnerà e informerà tutta la sua esistenza e la sua fede, e contagiò positivamente la vita della famiglia.

Nel 1963 si sposò con Rita Barontini, persona di grande e profonda fede e amante della semplicità e povertà francescana. Ebbero quattro figli: M. Rosaria, Stefano e Giuseppe, e Teresa.  A causa di tante sofferenze, Rita muore nel 1987 lasciando Francesco vedovo. Uomo di grande fede e di partecipazione ecclesiale sia nella Fraternità francescana, sia nella parrocchia di San Francesco d’Assisi, nella quale tutta la famiglia era inserita.

Di carattere forte, deciso e spesso severo, amava la vita e l’incontro e il dialogo con tutti. Anche nel mondo del lavoro era molto severo con se stesso, chiedendo a sé estrema serietà e onestà professionale. In famiglia ha saputo essere con la moglie strumento di Dio, perché i figli crescessero nella fede e nell’impegno della vita cristiana, e perché un figlio (fra Giuseppe) si consacrasse a Dio. Inoltre ha sempre vissuto nella povertà e nella massima essenzialità, senza mai cercare il superfluo, sia a livello materiale che morale.

Pur non volendo mai pesare su alcuno, e schivo nel chiedere aiuto, quando la malattia (già presente da tempo) si è manifestata in modo devastante e in progressione, nel 2010 si è sentito “costretto” a chiedere aiuto ai figli e poi, nel 2011, dopo il suo 80° compleanno, è entrato in una struttura sanitaria, dove ha vissuto per due anni e mezzo nel rinnegamento di sé e in una sofferenza fisica e morale senza precedenti: ha abbracciato la Povertà e la nudità di Cristo Crocifisso.

Dopo le dimissioni dalla struttura, è stato amorevolmente accolto in casa da una figlia, e così ha potuto godere nell’ultimo anno della sua vita, del clima di famiglia che sempre ha desiderato e sostenuto.

La malattia lo ha interiormente lavorato e reso gioioso e sempre segnato dalla gratitudine per ogni gesto di attenzione e affetto ricevuto, e inoltre non gli ha impedito di desiderare quotidianamente il prezioso momento della preghiera del Rosario, e quando poteva, della S. Messa e dell’Eucaristia, sempre stata  suo spirituale nutrimento. Nella sofferenza, ha avuto modo di riconoscere tanti errori e con umiltà chiedere perdono per i limiti che hanno segnato la sua esistenza, ma mai nascondendo la bellezza della vita.

La stessa malattia e il conseguente declino fisico, sono stati l’opportunità preziosa per “riscoprire” l’affetto dei figli, ma anche per loro, per “ritrovare” la paternità di un uomo che nelle pieghe della sua severità nascondeva l’amore incondizionato per i figli, e che dunque si è mostrato strumento di Dio per la famiglia intera.

Ha chiesto di essere seppellito con l’abito francescano della sua Professione, quasi a sigillo di una scelta che neppure la morte scioglie. Dopo aver vissuto spiritualmente la festa di Sant’Ignazio da Laconi, ha chiuso gli occhi al mondo per riaprirli al cielo nel segno della B. Vergine Maria di Fatima, nel cui giorno abbiamo celebrato le esequie.

Ringraziamo il Signore per il dono di questo padre e per la grazia di averlo potuto amare e servire nella sofferenza e nella malattia.

 

 Fra Giuseppe Piga