Periodico mensile dei Padri Cappuccini e del Terz’Ordine Francescano della Provincia di Sardegna
 
 
Voce Serafica, Luglio 2015
Cultura Ignazio da Laconi tra storia, arte e letteratura
Fabio Murgia





 

 

Laconi. Questo è stato il titolo e il tema dell’iniziativa organizzata dalla Parrocchia SS. Ambrogio Vescovo e Ignazio e dall’Amministrazione comunale laconese, svoltosi Sabato 16 Maggio a partire dalle 17 presso il cineteatro Fabrizio de André in Laconi. Il convegno ha chiuso gli appuntamenti organizzati a Laconi per il mese di Maggio in onore del proprio Santo concittadino.

Il prof. Daniele Madau, insegnante di Lettere nelle scuole statali e specializzato in studi sardi, è stato il moderatore del convegno, che ha preso il via con il saluto delle autorità cittadine: il Moderatore uscente della Comunità Cappuccina di Laconi-Gesturi, Padre Salvatore Murgia e il Sindaco uscente  Paolo Pisu.

La prima relazione è stata di Mauro Badas, che è docente di Lettere, Dottore di ricerca in Filologia Romanza e licenziato in Teologia Sistematica presso la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. Nel suo intervento, «Gosos di Sant’Ignazio da Laconi. Analisi di due componimenti della tradizione», ha esaminato due brani: quello di Sebastiano Musu (rettore della Parrocchia di Laconi dal 1849 al 1873) dall’incipit «Esemplari Luminosu». Nelle raccolte di Giovanni Sechi e Iosto Murgia abbiamo attestazione dell’opera. Successivamente ha analizzato il brano del 1937 scritto da Don Salvatore Lay, prete originario di Desulo, dall’incipit «A tie celesta nota», di cui abbiamo attestazione nella Biblioteca Universitaria di Cagliari.

La seconda relazione è stata di P. Fabrizio Congiu, docente incaricato di Teologia Spirituale alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna e dottorato in Teologia spirituale e francescanesimo alla Pontificia Università «Antonianum» di Roma nel 2012. Il contenuto del suo intervento è stato «Il processo di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Fra Ignazio da Laconi: aspetti e osservazioni». Per le sue ricerche si è basato sul formato digitale del «Processo di Canonizzazione di Sant’Ignazio», che Amministrazione comunale e Parrocchia hanno acquisito gli anni scorsi dall’Archivio storico diocesano di Cagliari. Documento importantissimo e imponente: sono ben 10230 le unità archivistiche dell’istruttoria di beatificazione e canonizzazione. Un processo che consta di ben tre fasi: 1) dal 1844 al 1845 con 137 testimonianze; 2) il 1846 con 48 testimonianze; 3) il 1853 con 23 testimonianze.

«Iconografia di Sant’Ignazio da Laconi» è stato il tema su cui si è incentrata la terza e conclusiva relazione. È stata proposta da Marco Antonio Scanu docente di Lettere e Storia dell’Arte nelle scuole statali. Con la presentazione di molte fotografie importanti, e per la maggior parte sconosciute ai presenti, ha fatto vedere quanto il Santo frate questuante laconese sia stato figurato in statue, opere pittoriche e vetrate di vari edifici di culto. Ha mostrato quanto varie e molto diverse tra loro sono state le rappresentazioni del volto di Sant’Ignazio. Il dipinto, del 1781, del pittore cagliaritano Francesco Massa (noto Cicciu) è la rappresentazione fedele del volto del laconese salito all’onore degli altari, che nelle opere successive è stato aggraziato, se non addirittura stravolto.

L’auspicio del moderatore dei lavori e dei tre relatori è che sia pubblicato entro la fine dell’anno il volume con gli atti del convegno. Il moderatore, chiudendo i lavori del convegno, ha posto l’accento come sia contemporanea a noi la figura di Sant’Ignazio, che attrae sempre molti devoti e conquista semplici curiosi.

Le autorità civili e militari presenti erano la presidente del Consiglio comunale uscente Simona Corongiu e il Capitano Bonetti della Compagnia Carabinieri d’Isili.

(Fabio Murgia)