Periodico mensile dei Padri Cappuccini e del Terz’Ordine Francescano della Provincia di Sardegna
 
 
Voce Serafica, Luglio 2015
Cultura Autonomia nella ricerca artistica di Mariangela Giordano

 

Paolo Pais
 Paolo Pais


 

 

Mariangela Giordano, pittrice e scultrice, cagliaritana di nascita, vive ed ha studio a Quartu Sant’Elena.

Laureata in biologia ha insegnato scienze matematiche nella scuola media.

Ha iniziato a dipingere da ragazzina nello studio del padre Carlo Giordano, buon pittore, scultore ed incisore. Molte sono le personali e le collettive a cui ha preso parte, con esiti di grande interesse di pubblico e critica. Il suo ampio iter artistico l’ha portata alla frequentazione - oltre che alla pittura ad olio ed acrilico, a pennello ed a spatola - dell’acquerello e della ceramica, con sempre ottimi risultati.

Ma il pilastro portante della sua arte è il ritratto.

I dipinti della Giordano, senza mai ripetersi, attraverso una maturazione tendente a conglobare le esperienze più diverse in un’atmosfera di raccolta significazione spirituale, raccontano di volti, di figure, di esperienze di vita, ora felici ora segnate dalle preoccupazioni.

Le tonalità a volte squillanti ed a volte più controllate, rispecchiano il suo carattere estroverso. Artista nata per il colore, la pittrice sa farlo coincidere con la forma, ed il rapporto tra emozione e modo di esprimersi è evidente, perché tutto nasce e scaturisce, come una scintilla, da un incontro preciso e si sviluppa attraverso una percorso lineare.

La sua pittura ci fa tornare alla mente quegli incisivi due versi di Giuseppe Ungaretti: «Mi sento la febbre/ di questa piena luce».

 

Pittrice essenzialmente figurativa (anche se le sue sperimentazioni l’hanno portata, attraverso molteplici tappe, ad esprimersi nell’astrattismo e nella stilizzazione), Mariangela Giordano ha affidato alla figura i suoi affanni d’artista. Ella scava profondamente nei personaggi, immedesimandosi in loro, alla ricerca dell’autentica personalità, più che fisica, psicologica, morale e spirituale.

Filtrati attraverso questo modo di porsi di fronte al soggetto da ritrarre, ne scaturisce un quadro che rispecchia il vero carattere di chi ha posato per lei. Un autentico e proprio lavoro di maieutica, dal quale far nascere, spogliandoli da falsi orpelli, ritratti di grande significato e contenuto pittorico.

L’armonia dei rapporti tonali, la forza delle emozioni si concentrano tutte sui volti, delineando con sicurezza un’arte giunta, da tempo, alla piena maturità.

Nelle sue tele la luce ha una funzione preminente: obbedendo docilmente ai suoi desideri essa assume un valore di suggestione psichica, mentre l’ampio respiro pittorico dell’artista trova il suo compimento nell’atteggiamento deciso delle pennellate che modulano le superfici della tela. Ed è, a ben considerare, la rappresentazione di un’energia volutamente impiegata a ricreare dimensioni umane.

Come su di un palcoscenico immaginario, questi volti, persuasivi e sinceri, rappresentano un mondo che appena riusciamo a cogliere e spingono al raccoglimento ed al silenzio: è la forza dell’uomo che si sprigiona dalle tele della Giordano.

L’evidente interesse che suscitano queste figure, mettono nella loro giusta luce i valori della vita interiore. La sua è un’attenta interpretazione psicologica che percorre tutto lo spazio dipinto, ovvero un colloquio confidenziale fatto per rapide annotazioni e che è la causa, non mai occasionale, del suo immaginare sul filo dei ricordi.

L’originalità e la forza creativa di Mariangela Giordano si rivela immediatamente all’osservazione. Artista sempre vigile nel suo lavoro, non ha bisogno di artifici per rappresentare quello che sente. La pittrice si cala nei personaggi, trasferendo in loro la propria personalità d’artista, ritrovando pienamente il senso dello spazio infinito che si intravede dietro di loro.

Le analisi e le esperienze si spostano continuamente verso l’intimo della natura umana, verso la ricerca di colori «ragionati», perché anch’essi, in tutta l’economia dell’opera, hanno una funzione determinante.

Un’artista dunque, la Giordano, che opera in piena autonomia compositiva.

 

Paolo Pais