Periodico mensile dei Padri Cappuccini e del Terz’Ordine Francescano della Provincia di Sardegna
 
 
Voce Serafica, Luglio 2015
Varie Rime sparse
a cura dei lettori

 
 

 



MAGGIO

di A.L.

 

Poesia scritta pensando alle mamme che sono tristi a causa della perdita dei loro figli.

 

Mese più bello che ci sia

in un giorno di sole

me lo portasti via.

Strappandolo via

dal mio giardino

per trapiantarlo

in quello Divino.

Ma io piena di speranza

confido in Dio

e nella sua Alleanza.

Forza e coraggio alle mamme

che sono nel dolore

Perché è questo

che ci chiede il Signore

questa vita è solo un assaggio,

tutti noi siamo di passaggio.

 

 

IL GENNARGENTU

di Carmine Scudu

 

Ti contemplo stamattina,

o mio caro Gennargentu,

tutto avvolto in bianco manto,

come mai t’avevo visto.

Non si notan più gli anfratti

e i rilievi delle rocce:

tutto sembra livellato

dallo spesso strato bianco,

che l’inverno lungo e freddo

con tenacia vi ha formato.

Così candido sei bello,

ma non meno suggestivo

quando mostri, tutte nude,

le tue cime più elevate

ed i fianchi frastagliati,

con un verde assai ridotto.

Sei il gran re dei monti sardi,

il più vasto ed elevato.

Se d’inverno sei innevato,

ti ricercan gli sciatori;

verde e carico di fiori,

quando vien la primavera

a riempirti di colori

e di aromi penetranti,

a te, allora, vanno a frotte,

con passion, gli escursionisti

a far lunghe camminate

e a goder le tue bellezze.

Sei uno scrigno che raccoglie

le più rare piante sarde;

gli endemismi sono tanti,

e ti rendono prezioso.

Ma i pericoli son gravi

che minaccian la tua vita;

e il tuo grido disperato

sento giungere al mio orecchio.

Oh, potessi far qualcosa

per por fine al tuo degrado

e salvare quelle perle

che di tutti sono orgoglio!

Sol l’impegno di ciascuno

e un amore sconfinato

per le piante e la Natura

strapperanno a certa morte

il tesoro tanto ricco

che nascondi ancora in seno

e che vuoi sia tramandato

alle genti che verranno.

 

GRAZIE, SIGNORE

diMauro Olla

 

Dirti grazie, Signore

è dire poco o niente.

È come dire

non ho capito niente.

Dirti grazie, Signore

è poterlo dire a squarciagola.

La prova d'amore

è racchiusa nella tua Parola.

Dirti grazie, Signore

perchè sei morto sulla Croce.

E quello che c'è da capire

tu me lo dici sempre sottovoce... Signore.

 

 

DEDICATO A DON PAOLO LIGAS DIACONO

diElisabetta e suo marito

 

Forse basterebbe

un abbraccio delicato,

un tocco lieve sulla pelle

del nostro cuore.

Chiudere gli occhi un istante

per sentirsi amici,

uniti ed avvolti

nell'amore di Cristo.

Il nostro amico

è un po' speciale,

vive il proprio ministero

con scioltezza e letizia.

Lui sembra riuscire

bene in tutto,

senza fatica

e con la parola

pronta ed efficace.

Lancia i suoi sguardi

che trasmettono gioia,

che danno conforto

al nostro scoramento.

Semplici gesti

di umana carità.

E si capisce che

per tutti noi

lui c'è sempre.

Amico nostro,

grazie.

 

 

LA CLESSIDRA

diMariano Carlo Leo

 

Per me

Volgete

La clessidra

Ancora

Granuli

Conterò.

Li riconosco

Uguali

Freddi

Nelle mie mani

Vecchia scucita pelle.

Saranno

Fecondo seme d’autunno

Senape

Albero fiero

Loglio

Rude gramigna?

Il filo magico lega

Inesorabile sfugge

Nel tempo,

Lui tempo non ha.

 

 

CIO’ CHE PIU' CONTA

diCarmine Scudu

 

Tu che cammini al mio fianco,

tu che mi vivi vicino,

tu che dimori lontano

ed il mio sguardo non vede,

vi sento tutti fratelli,

amica, vi tendo la mano,

vi porto tutti nel cuore,

vi voglio tutti abbracciare.

Bianchi, neri e gialli siete,

ricchi, poveri e affamati,

con credenze assai diverse,

noti, ignoti oppur scienziati;

ma che contan queste cose?

Non ne fan l’identità.

Ciò che vale è sol l’essenza,

è la vostra umanità.

Siete tutte creature,

con lo stesso mio destino,

fatti a immagine divina

e con l’anima immortal.

Sol per questo devo amarvi

e a null’altro dare ascolto;

devo in tutto rispettarvi,

miei compagni nella vita.

Oh, se tutti si vivesse

in amore e fratellanza,

perdonando ed accogliendo

e scambiandoci un sorriso!

Quanti pianti, quanti lutti,

quante guerre, quante stragi

non sarebbero avvenute

e potrebbero evitarsi.

Avanziamo sempre uniti,

con la mano nella mano,

fino a giungere alla meta

ch’è segnata per ognuno.

 

 

DOVE VANNO LE NUVOLE?

diEfisio Ledda

 

Dove vanno... io non lo so.

Le vedo passare nel cielo

ma che limite di volo

abbiano proprio non so.

Di certo sulla terra

ma non a distogliere la gente

dalle proprie pene.

Se potessi volerei con loro

in un volo perpetuo

per ridiscendere,

come se fossi un lampo di gioia,

sulla terra per placare l’odio

e il martirio che vi regnano.

Cancellerei l’onta di sangue

che macchia le pagine bianche

di tutti i giornali del mondo.

 

 

UOMINI CHE NON SONO

Ngaoundaye (R.C.A.), 2008

diEnzo Canozzi

 

Li hanno denudati

sulla strada rossa

come assassini

condannati;

li hanno battuti

con nodosi bastoni,

come fossero asini

recalcitranti:

 

li hanno lasciati

sotto il sole cocente

come bestie

schiacciate dalle auto;

 

sono rimasto,

pietrificato a guardare,

capace solo di grugnire

perché impedito dai mitra

d’urlare una parola d’uomo.

 

Ma ora,

nell’orto del Getsemani,

dove solo l’affanno della paura

sibila nel silenzio,

grido a te:

«Padre, perché li hai

abbandonati?».

 

Hanno la pelle nera,

d’uomini resistenti;

hanno la rassegnazione,

dei buoi che arano;

hanno gli occhi impauriti

di gazzella spaventata;

ma sono tuoi figli ,

fratelli del mio Cristo,

parte della nostra umanità.

 

Perché in questa notte nera,

i rumori

sono di rami morti

che cadono pesanti

sulla nostra vita,

umiliata?